lunedì 30 maggio 2016

Intervista ad Andrea Pistoia

Intervisto oggi l'autore di Ancora e Mai più (nelle Mutande) Andrea Pistoia appunto, uomo senza peli sulla lingua che con le sue risposte mi ha fatto fare più di qualche sorriso e addirittura una risata. Dico addirittura perché farmi ridere è più difficile di quanto uno possa credere.

Via alle domande!

- La mia prima domanda è sempre la stessa. Le biografie son tutte uguali. Parlami un attimo di te, raccontaci ciò che vuoi!

Beh, se hai visitato il mio sito www.andreapistoia.it  avrai notato che ero più bello da piccolo di quanto lo sia ora. E avevo decisamente molti più capelli :)
Ah, no, intendevi a livello letterario?  
Ok, dunque, da adolescente ero un appassionato di libri fantasy. Da lì ho letto di tutto e di più (quando vivevo con i miei genitori, mi dicevano sempre: ‘Smettila di comprare libri altrimenti tra un po’ dovremo andare fuori noi’. Ho optato invece per andare a vivere da solo in una casa più grande e... Problema risolto!).
Dopodiché, dal leggere allo scrivere il passo è stato breve. Ho scritto tanto e praticamente in ogni ambito, anche se, col senno di poi, di certe cose mi vergogno un po’. 

- Perché hai deciso di scrivere un libro? E soprattutto perché un libro di questo genere?

Come ti dicevo, ho scritto in vari campi. Ma i romanzi sono sempre stati il mio chiodo fisso in quanto danno la possibilità di approfondire di più le tematiche e la caratterizzazione dei personaggi. 
Ma soprattutto perché è molto più difficile che una persona legga un libro piuttosto che un fumetto o un articolo di giornale. Come vedi, a me non piace vincere facile (infatti si ha più probabilità di vincere alla lotteria che diventare ricchi scrivendo libri!).
Il mio romanzo ‘Ancora e mai più (nelle mutande)’ rientra nel genere provocatorio e comico. Provocatorio perché mostra, senza peli sulla lingua, cosa passa per la testa di un ragazzo (altro che ‘Dammi tre parole: sole cuore amore’. Dammi un’altra cosa e pure in fretta!). Il tutto ovviamente in chiave comica, in quanto, alla fine, c’è già troppa serietà (e tristezza) nel mondo, quindi necessitiamo di un costante bisogno di sorridere e ridere di gusto. 

- Quanto ritrovi di te nel personaggio di Mondo? O anche, quanto ritrovi del te ventitreenne in lui?

Meno di quanto si possa pensare. 
Diciamo che il ‘me ventenne’ si riconosce in lui nella goffaggine e in quel sentirsi spaesato di fronte a quel misterioso mondo chiamato donna (e che ancora resta misterioso… Ma per fortuna adesso ho raggiunto la pace dei sensi e quindi tutto ciò non mi tange più come un tempo).
Mondo, in fondo, potrebbe essere la mia nemesi, il mio opposto. Ma anche colui che potrebbe diventare ogni ragazzo se si spogliasse di ogni freno inibitore e paura.

- Mentre scrivevi il romanzo, quanto hai attinto da racconti di amici o tuoi e quanto hai invece inventato?

Ho preso spunto da episodi accaduti a me, a chi mi circondava o anche solo per sentito dire, portando semplicemente agli estremi tante situazioni, modi di pensare e di agire di un ventenne medio, che vorrebbe essere un uomo Alpha stronzo e cazzuto ma con risultati quanto meno tragicomici. I fatti accaduti a me sono stati alterati in modi così paradossali ed inverosimili al punto che neppure coloro che hanno vissuto quelle esperienze riuscirebbero a riconoscersi. Anche se, lo ammetto, a volte ho inserito frasi o episodi reali solo per il piacere di omaggiare coloro che sono stati al mio fianco in un periodo importante della mia vita. È stato un modo per ringraziarli di esistere.

- Ci sarà un prossimo romanzo, oppure le avventure di Mondo dovranno essere concluse dall'immaginazione dei lettori?

Come tu ben sai avendolo letto, il romanzo ha un suo finale, anche se dà adito ad un ulteriore sviluppo. Questo perché avevo già in programma un seguito (che, comunque, potrà anche essere letto come libro a sé stante, senza bisogno di procurarsi il precedente) in quanto mi piaceva dare una risposta al: ‘Riuscirà il nostro eroe a diventare il Casanova del nuovo millennio o resterà uno sfigato come tanti?’.
Suppongo che se lo chiedano tutti quelli che hanno finito di leggere il primo romanzo.
Ciò non toglie che resta comunque un ventitreenne con tutta la vita davanti, quindi chissà che in futuro non ne sviluppi un altro sulle sue gesta (tanto ormai le trilogie vanno di moda. E chi sono io per remare contro le tendenze del momento?!?).

- Dai nostri precedenti discorsi, ad un certo punto eri quasi deciso a non voler avere un'opinione da me in quanto donna. Perché pensi che una donna possa apprezzare poco il tuo libro? In fin dei conti è umoristico e anche noi siamo dotate di senso dell'umorismo!

Voi avete molto umorismo (altrimenti non scegliereste di mettervi insieme e sposarvi un uomo :)). 
La verità è che i miei amici (ma soprattutto amiche) più fidati mi avevano messo la pulce nell'orecchio sul fatto che, dato l’argomento e il modo con cui Mondo tratta le donne, il libro non sarebbe stato molto apprezzato dal gentil sesso. 
Ammettiamolo, lui è un maschilista, egoista, pieno di sé, egocentrico, ma soprattutto stronzo (me lo passi come termine o preferisci ‘birichino’?) con le donne. E, giustamente, chi ha dei trascorsi negativi con certe tipologie di uomini, rivedere certe dinamiche relazionali non fa guadagnare punti al romanzo. 
D’altro canto, come tu giustamente hai sottolineato, è un libro comico e così dovrebbe essere considerato: con leggerezza. L’intento è far fare quattro risate al lettore, non certo inacidirlo!

- Classico: progetti futuri, sogni in cassetti, armadi, sotto al letto?

Progetti futuri: tanti. Pure troppi. A volte vorrei farmi clonare per poter realizzare ogni idea che mi frulla per la testa ma direi che un Andrea Pistoia in questo mondo è più che sufficiente!
I sogni: la pace nel mondo (Ok, mandami pure a cagare adesso ). – Mentalmente fatto :D
A parte gli scherzi, sogni nel cassetto: mi piacerebbe che ciò che scrivo facesse divertire chi lo legge. Questo è il mio obiettivo primario e il motivo per cui ho uno stile narrativo così leggero e comico.
Nell'armadio: ultimamente più che sogni escono tarme. Tempi duri per i miei vestiti onirici.
Sotto al letto: dato che mi dimentico sempre di pulirlo, direi polvere a iosa. Praticamente sembra il deserto del Sahara.

- Ultima domanda: fatti una domanda e datti una risposta!

Domanda: Come mai l’erba del vicino è sempre più verde e dopo che se l’è fumata è così rilassato?
Risposta: Non lo so, ma devo farmelo amico. La mia scrittura potrebbe giovarne.

Finisce qui l'intervista ad Andrea, lo ringrazio per essersi concesso, per tutto il materiale che mi ha fornito per anteprima e recensione e per le risposte che mi ha dato a domande di mio interesse personale sul romanzo. Una persona squisita!

Ricordiamo, per chi lo desidera che il suo libro lo potete trovare ai seguenti link:

Su Amazon.
Su Kobo.
Sul sito della Casa Editrice.

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